Mediatore Culturale

Profilo professionale
Operatore in grado di svolgere la funzione di mediazione linguistica e soprattutto di orientamento culturale. Il suo compito è quello di decodificare valori, modi di pensare e di interpretare il mondo, comportamenti e stili di vita, pratiche religiose. Il mediatore interculturale utilizza le proprie conoscenze linguistiche e culturali e la propria capacità relazionale ed empatica per meglio interpretare ed esprimere le caratteristiche e i bisogni degli stranieri: si pone da “ponte” tra gli immigrati stranieri e i servizi e/o popolazione del Paese di accoglienza.

Nello svolgimento delle sue funzioni:
• Favorisce la comunicazione tra l’utenza straniera e le istituzioni;
• Crea condizioni di pari opportunità nell’accesso ai servizi;
• Favorisce la conoscenza delle culture degli immigrati e il mantenimento della loro identità culturale;
• Facilita la comprensione delle problematiche attinenti a realtà culturali diverse.

Contesti operativi:
• Pubblica amministrazione: anagrafe, uffici di relazione con il pubblico, centri per l’impiego, uffici speciali per l’immigrazione;
• Settore socio;
• Sanitario: ospedali, consultori, servizi di informazione socio-sanitaria, servizi di prevenzione e riduzione del danno;
• Pubblica sicurezza: uffici stranieri delle Questure, Commissariati, Centri di accoglienza temporanea;
• Servizi per l’integrazione: integrazione socio-culturale, mediazione abitativa, corsi per l’apprendimento della lingua, servizi per l’integrazione tra “autoctoni” e immigrati;
• Scuola;
• Strutture socio-assistenziali pubbliche e private: centri di prima accoglienza, servizi di sostegno extracarcerari, istituti per minori;
Durata corso
600 ore, suddivise in 300 di teoria e 300 di stage .
Requisiti di accesso
Diploma di Scuola Media Superiore;
Buona conoscenza di una lingua a scelta tra: inglese, spagnolo, arabo, altra lingua di un Paese extracomunitario;
Buona conoscenza della lingua italiana (per gli stranieri).